È obbligatorio fare il 730?

è obbligatiorio fare il 730?

Ogni primavera la stessa storia: arriva la CU, ti ricordi che esiste l’Agenzia delle Entrate, e ti viene il dubbio. Il 730 devo farlo o no?

Ti do subito la risposta: dipende.

Lo so, non è la risposta che volevi. Ma stai tranquillo, in questo articolo ti spiego in pratica quando sei obbligato, quando puoi evitarlo, e soprattutto quando conviene farlo anche se non devi.

Le fonti ufficiali? Le istruzioni del Modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate, aggiornate al 13 aprile 2026. Quindi niente bar, niente cuggino che ha sentito dire, niente roba approssimativa.

Partiamo.

La regola d’oro

Prima di tutto: il 730 non è una tassa. È una dichiarazione. Serve a dire allo Stato cosa hai guadagnato e cosa hai speso, per capire se hai pagato troppe tasse (→ rimborso) o troppo poche (→ devi tirare fuori qualcosa).

Detto questo, la regola da tatuarti sul braccio è questa:

Se durante l’anno tutte le tasse sono state pagate giuste dal tuo datore di lavoro o dall’INPS, e non hai altri redditi strani, probabilmente sei esonerato.

Se invece hai fatto un po’ di casino (più lavori, affitti, lavoretti occasionali, eccetera), il 730 lo devi fare. Punto.

Vediamo i casi concreti.

Quando il 730 lo DEVI fare (non puoi scappare)

Sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi in questi casi:

  • Hai avuto più di un datore di lavoro nell’anno e l’ultimo non ha fatto il conguaglio delle buste paga precedenti. Classico: hai cambiato lavoro a luglio, oppure hai preso stipendio + NASPI dall’INPS.
  • Hai affittato una casa con la cedolare secca. Non importa se era un monolocale da 300 € al mese: se hai optato per la cedolare, devi dichiarare. Te lo dice testualmente il sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • Hai fatto lavoretti occasionali (lavoro autonomo non abituale), hai ricevuto compensi sportivi sopra soglia, hai venduto criptovalute con plusvalenze, hai incassato redditi da terreni/fabbricati non prima casa.
  • Le addizionali IRPEF regionali o comunali non sono state trattenute, o sono state trattenute meno del dovuto.
  • Devi restituire il trattamento integrativo o il bonus tredicesima (quello da 100 € del 2024) perché ti è stato dato ma non ti spettava. Questa è una delle novità del 730/2026: prima c’era solo il trattamento integrativo, ora anche il bonus.
  • Ti sono state applicate detrazioni che non ti spettavano (tipo figli a carico che hanno smesso di esserlo).

Se sei in una di queste situazioni e fai finta di niente, dopo qualche anno arriva la letterina dell’Agenzia. E non è mai divertente.

Quando invece puoi stare tranquillo (esonero)

Sei esonerato dal presentare il 730 se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Hai avuto un solo datore di lavoro (o una sola pensione INPS) che ha fatto correttamente tutte le ritenute e le addizionali.
  • Hai solo la prima casa (e pertinenze come box e cantina esenti IMU) o altri immobili non affittati.
  • Hai solo redditi esenti (tipo alcune pensioni di invalidità) o redditi già tassati alla fonte (interessi dei BOT, interessi sul conto corrente).
  • L’IRPEF che dovresti ancora versare è inferiore a 10,33 €. Sì, hai letto bene: dieci euro e trentatré centesimi. È la soglia ufficiale, la trovi scritta identica nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Attenzione però: l’esonero salta automaticamente se rientri in uno dei casi del paragrafo precedente. Non esiste un “sono esonerato a metà”.

Il caso rognoso: i dipendenti con più CU

Facciamo che hai lavorato da gennaio a giugno per l’azienda A, e da luglio a dicembre per l’azienda B. A fine anno ti ritrovi due Certificazioni Uniche.

Cosa succede? Che l’azienda B ha calcolato le tasse considerando solo il reddito che ti ha pagato lei (sei mesi), non il totale annuo. Quindi quando sommi tutto potresti scoprire che hai pagato meno tasse del dovuto, perché le aliquote IRPEF sono progressive e sommando i redditi sali di scaglione.

In questo caso il 730 è obbligatorio se l’imposta totale supera di oltre 10,33 € le ritenute già fatte (cioè sempre).

Morale: se hai più di una CU, siediti e fallo.

Ho la partita IVA, che faccio?

Il 730 non lo puoi usare. Devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche entro il 30 novembre 2026 (scadenza 2 novembre 2026 nella pratica, perché il 30 cade di lunedì e… vabbè, i forfettari lo sanno).

Vale per tutti:

  • Forfettari con regime al 5% o 15%
  • Regime ordinario
  • Professionisti iscritti ad albi
  • Imprenditori individuali

Unica eccezione curiosa: i produttori agricoli esonerati da 770, IRAP e IVA possono usare il 730.

Quando NON sei obbligato ma ti conviene comunque farlo

Capisco che fare il 730 è una rottura di maroni se puoi evitare, ma attenzione.

Anche se sei esonerato, presentare il 730 conviene quasi sempre se hai sostenuto spese detraibili o deducibili. Cioè: se hai avuto spese per cui lo Stato ti restituisce una parte (tipicamente il 19%) sotto forma di rimborso IRPEF.

Qualche esempio?

  • Spese mediche e farmaci sopra la franchigia di 129,11 €
  • Interessi sul mutuo prima casa
  • Bonus ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili
  • Spese scolastiche e universitarie (nel 2026 la soglia per le scuole è salita a 1.000 €)
  • Assicurazioni sulla vita (detrai il 19% fino a 530 €)
  • Spese veterinarie (fino a 550 €)
  • Erogazioni liberali (donazioni) a ONLUS, partiti, enti religiosi

Se hai messo un cappotto termico a casa tua nel 2025 e non presenti il 730, stai letteralmente regalando soldi allo Stato. Suvvia non essere pigro: fai il 730.

Di seguito, ti spiego anche come trovare tutti i documenti da mandare al commercialista senza stressarti.

Il problema vero: sapere cosa puoi detrarre (e dove caz*o hai messo la ricevuta)

Ecco il punto che nessuno affronta mai. Tu sei qui che leggi, ti convinci a fare il 730, e poi arriva maggio: apri il cassetto, trovi tre scontrini della farmacia sbiaditi, la fattura del dentista che ti sembra di ricordare ma forse non c’è, e quella ricevuta del corso di inglese di tuo figlio sparita nel nulla.

Il vero problema del 730 non è il 730 in sé. È tenere traccia dei documenti durante tutto l’anno e sapere quali di questi ti fanno effettivamente risparmiare.

Ti segnalo un’app che utile per risolvere questo casino: Fiscly. È un’app italiana che fa due cose semplici ma importanti:

  1. Ti elenca tutti i documenti che puoi detrarre o dedurre, così non ti ritrovi ad agosto a scoprire che quella spesa da 800 € era detraibile e tu l’hai buttata via.
  2. Te li organizza automaticamente per anno e categoria: scansioni lo scontrino con la fotocamera (o importi la fattura dall’email), e Fiscly lo cataloga da solo. A maggio esporti un pacchetto ordinato e lo mandi al CAF o al commercialista. Fine.

Sei uno attento alla privacy? I dati restano sul tuo telefono: niente cloud, niente registrazione, niente pubblicità. I tuoi scontrini medici non vanno a farsi un giro su qualche server in giro per il mondo.

Questo è uno di quegli strumenti che ti fa risparmiare tempo e soldi veri. Disponibile su App Store e Google Play.

quali documenti posso detrarre?
documenti che puoi detrarre, per sezione

E se non lo presento quando dovrei?

Abbiamo qualche novità particolarmente recente.

Le sanzioni per omessa dichiarazione sono cambiate dal 1 settembre 2024 con il D.Lgs. 87/2024, che ha riformato tutto il sistema sanzionatorio. Gli articoli online che parlano di “sanzioni fino al 240%” sono vecchi e riportano il regime precedente.

Oggi il quadro è questo, molto semplificato:

  • Se non dovevi pagare nulla e hai solo dimenticato di presentarla: sanzione fissa ridotta.
  • Se dovevi pagare tasse e non l’hai fatto: sanzione proporzionale alle imposte evase, con percentuali più basse rispetto al passato.
  • Ravvedimento operoso: se ti ricordi tu prima di loro, paghi sanzioni ridotte in base al ritardo.

Per cifre esatte sul tuo caso, non fidarti di internet (me compreso): rivolgiti a un CAF o a un commercialista.

Le scadenze 2026

  • 30 aprile 2026: l’Agenzia mette online il 730 precompilato. Puoi solo guardarlo.
  • 15 maggio 2026: puoi iniziare a modificarlo e inviarlo dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
  • 30 settembre 2026: ultima data per inviare il 730 (sia ordinario che precompilato).
  • 25 ottobre 2026: scadenza per il 730 integrativo (se ti accorgi di aver dimenticato qualcosa a tuo favore).
  • 30 novembre 2026: scadenza per il Modello Redditi PF (partite IVA e casi particolari).

Se vuoi il rimborso già a luglio in busta paga, invialo entro il 31 maggio.

Conclusione: come capire in 30 secondi cosa devi fare

Rispondi a queste domande:

  1. Hai la partita IVA? → Modello Redditi PF, non 730.
  2. Hai più di una CU? → Fai il 730.
  3. Hai affittato casa con cedolare secca o ricevuto altri redditi oltre allo stipendio? → Fai il 730.
  4. Hai avuto spese detraibili (mediche, mutuo, ristrutturazioni, scuola)? → Non sei obbligato, ma fallo lo stesso. Il rimborso sono soldi tuoi.
  5. Hai solo lo stipendio di un unico datore di lavoro / una sola pensione, nessuna spesa speciale, nessun affitto? → Probabilmente sei esonerato, puoi anche non farlo.

Se dopo questa lista hai ancora dubbi, fai una cosa semplicissima: accedi con SPID al portale dell’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile, apri il 730 precompilato, e guarda cosa c’è dentro. Se ti quadra tutto e non ti risulta niente di strano, chiudi e amen. Se vedi un rimborso, apri gli occhi e trasmettilo.

Costa zero e ti fa dormire tranquillo.

Come sempre: in bocca al lupo.

Crediti immagini

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